Differenze di approccio normativo tra Federazioni - "squadra che vince, si cambia"

 


Mi perdonerà Boskov, se ho preso una sua iconica frase cambiandone e ribaltandone il senso nel titolo di questo articolo, in effetti si è sempre usato il famoso detto, appunto “squadra che vince non si cambia”, evidentemente però i francesi non conoscono questo modo di dire popolare se hanno deciso, notizia delle ultime settimane di approvare un importante riforma per rilanciare il loro calcio (nonostante sono stati campioni del Mondo nel 2018 e vice-campioni in carica con la Nazionale nell’ultimo Mondiale di Qatar 2022 perdendo la finale contro l’Argentina per 4-2 ai rigori), qualora ce ne fosse il reale bisogno. Certo, cosi sembrerebbe, in realtà, seppure il Ranking FIFA per le Nazionali dice che la Francia attualmente (ultimo aggiornamento del Gennaio 2026), si trovi in 3° posizione e l’Italia scivolata malamente al 13° posto scavalcata dal Senegal, il calcio francese stia vivendo un appannamento che dura da diversi anni. Ciò mi fa ragionare, se hanno cambiato loro, vincenti come Club e Nazionali perché non dovremmo farlo noi, in virtù dei tanti fallimenti degli ultimi anni?


Club in difficoltà finanziarie, criticità con i diritti tv, instabilità strutturale. Per questo motivo, la FFF (Federation Française de Football) ha ufficializzato una serie di riforme per il rilancio dei massimi campionati nazionali, vediamo nel dettaglio di cosa si tratta paragonandolo con il sistema italiano e le riforme che dovrebbero essere discusse e approvate dalla FIGC in un immediato futuro.

Nasce dalla stagione sportiva 2026/2027 la Ligue 3, in sostituzione dall’attuale Championnat National, la 3° serie francese. Vediamo come sono attualmente composte la piramide francese e quella italiana.


Come descritto da Wikipedia, la struttura del calcio francese è composta attualmente dalla Ligue 1, Ligue 2 a carattere Professionistico poi come Semi-Professionismo troviamo il Championnat National e così via…

Nell'attuale conformazione, prendono parte al campionato di 3° serie francese 18 squadre, organizzate secondo un girone all'italiana diviso in andata e ritorno; al termine del campionato, le prime due classificate vengono promosse in Ligue 2 e sono rimpiazzate dalle ultime due classificate del campionato superiore, mentre la terza classificata effettua uno spareggio con andata e ritorno con la terzultima classificata della Ligue 2. Le regole attuali prevedono che le squadre professioniste retrocesse nel National dalla Ligue 2 possono mantenere, fatto salvo casi particolari, lo status di professionismo per due anni a partire dalla data di retrocessione; di conseguenza, nel campionato è possibile trovare sia squadre professioniste che dilettanti. Le squadre non professioniste che guadagnano la promozione in Ligue 2 devono assumere lo status di professionismo; se impossibilitate a farlo, perdono il diritto alla promozione, ed al loro posto viene ripescata la prima retrocessa della serie superiore, mentre retrocedono nel Championnat National 2 le ultime quattro.

In Italia attualmente la situazione è questa.


La riforma francese, non prevede solamente un cambio di nome, la Ligue 3 sarà:

  •      A 18 squadre, con status professionistico riconosciuto dalla FFF
  •      Avrà 34 giornate (andata e ritorno)
  •      Saranno 2 promozioni dirette in Ligue 2
  •      3, le retrocessioni dirette nel Championnat National 2
  •      Play-Off tra 3a- 4a- 5a- 6° per giocarsi lo spareggio con la 16° di Ligue 2 (spareggio retrocessione/promozione)
  •      No ai Play-Out, solo retrocessioni dirette

Inoltre, dal punto di vista economico, 11 milioni saranno stanziati ed equamente divisi tra le 18 squadre, (tra i 300 ed i 450 mila euro a testa), la FFF supporterà i costi delle trasferte, ci sarà un “paracadute” per le retrocesse, il monte ingaggi non dovrà superare il 60% dei ricavi della stagione precedente e la vigilanza di questi aspetti economici sarà affidata ad un organismo indipendente, esterno per evitare i fallimenti. La riforma non si conclude qui, aggiungendo, per quanto riguarda i giovani e lo sviluppo, un limite alle dimensioni delle rose ed un sistema di prestiti strutturato e maggiore minutaggio per i calciatori provenienti dalla Ligue 1 e 2. Ovviamente questa riforma vuole far diventare la 3° serie non una categoria di passaggio.

La FFF ha inoltre aperto un bando per la vendita dei diritti tv, gli sponsor, ecc…Insomma, una riforma che punta alla sostenibilità, controllo e redistribuzione equa delle risorse.

Adesso, facendo un paragone con la riforma in fase di discussione da parte della FIGC, proviamo a capire le differenze di vedute e i possibili risvolti.

La FIGC, per voce del Presidente Gravina, ha deciso di cambiare i campionati italiani, riducendo le promozioni, le retrocessioni tra le categorie e fermare ripescaggi e riammissioni. La Serie C dovrebbe diventare dilettantistica per ridurre i costi e creare maggiore stabilità. La bozza, dovrebbe prevedere, 2 retrocessioni dalla Serie A (e dunque 2 promozioni dalla B) e una B con 2 retrocessioni verso la C, mentre la Serie C resterebbe collegata alla D con un sistema più severo in uscita e più selettivo in entrata.

Ora, analizzando le differenze tra le due federazioni, con problematiche simili, soprattutto per quanto riguarda la 3° Serie, possiamo riassumere che:

  • La “C” francese ha attualmente 18 squadre (dilettantistiche) in un unico girone
  • 3 promozioni in Ligue 2 (una tramite spareggio)
  • 4 retrocessioni nella Championnat National 2

La Serie C Italiana prevede invece:

  •      60 squadre (professionistiche divise in 3 gironi da 20)
  •      4 promozioni in in B (3 dirette +1 Play Off)
  •      9 retrocessioni in Serie D (ultime 3 di ciascun girone +6 totali dai Play Out, 2 per girone)

E’ evidente che l’approccio è diametralmente opposto.

In Francia, si cerca di avere più squadre professionistiche, facendo diventare la 3° serie Pro ed in totale tra le prime 3 categorie 54 squadre con tale status.

In Italia le squadre professionistiche sono già 100, 20 di A, 20 di B e 60 di C. E’ evidente che il numero dovrebbe calare, ma come fare se la Serie D attualmente conta già oltre 160 squadre dilettantistiche? Pur ipotizzando 2 gironi di Serie C da 20, si aggiungerebbero 20 società alla D, per oltre 180 squadre….

Appare evidente che non andrebbe bene, se paragonato alla “D” francese, che ha attualmente 48 squadre divise in 3 gironi rispetto alle oltre 180 della nostra 4° serie…

Come già da molti ipotizzato e da me supportato, sarebbe una buona idea reintrodurre la “vecchia C2”, a carattere dilettantistico, mantenendo però il professionismo in C, che potrebbe ritornare con la nomenclatura di “C1” per non creare “scalini” enormi con la Serie B Professionistica. Un’ipotesi attuabile potrebbe ridurre a solamente 20 le società di C1 professionistiche e attingendo dall’enorme bacino della D altre squadre per riformare la C2. Avere un maggior numero di categorie renderebbe più “morbido” il cambio da società Pro a Dilettante e viceversa, inoltre su modello francese lo status potrebbe permanere anche in caso di retrocessione nella C2 per 2 anni. Questo per rendere più bilanciati i campionati ma al tempo stesso non creare enormi differenze tra una Serie B ed una C dilettante. La C2 con squadre dilettanti e squadre retrocesse ma ancora formalmente Pro, sarebbe nei fatti, Semi-Pro lasciando lo status di dilettantismo “puro” alla Serie D, snellita nei numeri.

Ciò che conterebbe alla fine sarebbe quello di mantenere un buon numero di squadre professionistiche anche in Italia, rendendo meno traumatiche le promozioni e retrocessioni, stabilizzare le squadre, ma al tempo stesso mantenendo un buon numero di retrocessioni e promozioni per non rendere noiosi e poco attrattivi i campionati nella loro parte finale di stagione. Vedremo cosa succederà, ad ogni modo è evidente come in altri paesi europei non si aspettino le figuracce mondiali per avviare delle riforme e su questo, purtroppo la Francia ci ha già superato da tempo.

 

Fonti: Wikipedia, FFF (Federation Française de Football)


Articolo a cura di: Fabio Polverino, Allenatore Uefa B, C e Calcio a 5 e Match Analyst FIGC.

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